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L’Oasi del Simeto nasce il 28 novembre del 1975 come oasi di protezione faunistica. Il suo territorio viene localizzato lungo le sponde del fiume Simeto e si estende per 768 ettari. Dal punto di vista ambientale, l’oasi in passato era una zona palustre, oggi vi sono molte bellissime zone che sono sfuggite all’invasione dell’uomo. Alcune di queste zone sono il Lago Gornalunga, formato da un affluente del Simeto e che persiste anche in estate, Le Salatelle, vasti acquitrini salmastri formati dalle acque di piccoli cataletti poderali, La Nuova Foce, ritagliata dopo l’alluvione del 1951, La Vecchia Foce, alimentata dai canali Buttacelo e Jungetto. Sono molti e interessanti gli animali che vivono all’interno di quest’oasi, tra i quali molti uccelli migratori, quali l’airone, la pittima, il chiurlo, il fischione, la beccaccia di mare. Poi vi è “l’Emys orbicularis”, ovvero una tartaruga d’acqua dolce che ormai si trova raramente in altre parti d’Italia, la “Poliphylla Ragusai", un raro coleottero, volpi e donnole. Per quanto concerne la flora, le spiagge sono popolate da un profumato giglio di mare, il "Pancratium Maritimum", e presso le Salatelle i sono piante che crescono normalmente in terreni ricchi di sali, come il Salicornietum fruticosae" e il Arthrocneum fruticosum". Dopo una mareggiata, lungo la foce del Simeto è anche possibile trovare dell’ambra. Quest’ultima è molto ricercata ed è considerata tra le più pregiate al mondo. Vivi adesso un'esperienza indimenticabile
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