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Il vulcano non rappresenta una grande attrattiva esclusivamente per il fascino delle colate laviche provocate dall’Etna in eruzione, ma anche per i suoi suggestivi paesaggi che lo rendono un quadro perfetto agli occhi di chi ne sa cogliere le sue caratteristiche peculiari, un armonioso insieme di luci e colori. Le scure nuances delle foreste di faggi e betulle si mescola al verde dei vigneti, o al giallo dei pometi, dei querceti e dei castagneti. E poi salendo sempre più su, le nere distese di pietra lavica. In questo sublime insieme dato da una natura capace di rinascere in mezzo al fuoco distruttivo, non mancano le voci di animali che lì si nascondono, in un luogo incontaminato del quale anche l’uomo vuole goderne la pace. E così troviamo il gatto selvatico, la volpe, il ghiro, l’istrice, la donnola e la splendida aquila reale che domina incontrastata tra il gufo, il falco pellegrino e l’airone. Del Parco dell’Etna fanno parte i seguenti comuni: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea. Fauna sull’Etna: Fino ad un secolo fa, l’Etna era popolata da animali che ormai sono scomparsi dal suo territorio, come lupi, cinghiali, caprioli, daini. Oggi vi possiamo trovare ancora la donnola, il ghiro, il riccio, i pipistrelli, e tra gli animali più grandi, l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, il coniglio e la lepre. Tra gli uccelli possiamo annoverare lo sparviero, il gheppio, il falco pellegrino, l’aquila reale, il gufo, l’assiolo, e tanti altri. Non dimentichiamo anche i vari tipi di serpenti e i vari insetti che lo popolano. Vegetazione sull’Etna: La vegetazione dell’Etna, è soggetta a continui mutamenti dovuti alle varie eruzioni che ne hanno cambiato, e che ne continuano a cambiare, la morfologia e i paesaggi. Ad altitudini più basse, troviamo noccioleti, pometi, castagni e boschi di querce; a 2000 metri troviamo il faggio e la betulla; tra i 2500 metri e i 3000 metri è poca la vegetazione che riesce a sopravvivere e, sino alla vetta più alta, vi è il deserto vulcanico.
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