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Sulla mitica figura di Cola Pesce, sono nate diverse leggende. Una di queste, vede il giovane Nicola, figlio di un pescatore, amare a tal punto il mare e tutti gli esseri marini, da riuscire a comunicare con loro. Una maledizione della madre, lo aveva trasformato in un essere metà uomo e metà pesce, aveva così preso a vivere sia nelle acque della Sicilia che sulla terra ferma. Più volte era tornato in mezzo agli esseri umani per raccontare loro ciò che si celava nei fondali marini, e quali creature vi abitassero. La fama di Cola Pesce era giunta così, alle orecchie del re di Messina, il quale era partito assieme alla figlia Costanza alla volta del paese dell’essere mezzo uomo e mezzo pesce. Il re si era fatto raccontare tutti i suoi lunghi viaggi in mare, e più volte ve lo aveva rimandato per scoprire quali altri misteri questo ancora nascondesse. Ma ben presto il sovrano si era accorto che tra la figlia Costanza e Cola Pesce, era sbocciato l’amore e così lo aveva costretto a compiere un’impresa rischiosissima, dalla quale forse non sarebbe più ritornato: la circumnavigazione della Sicilia. Costanza aveva cercato di distogliere il padre da questa impresa che avrebbe messo a rischio la vita del suo innamorato, ma inutilmente. Per la disperazione si era buttata nelle profonde acque messinesi, nelle quali era stata cercata per giorni. Tutti avevano creduto che fosse morta, in realtà Cola l’aveva salvata rivolgendole la stessa maledizione che la madre aveva rivolto a lui, trasformandola così in pesce. Insieme avevano continuato a vivere nel mare, amandosi. Si dice che essi abbiano scoperto che la Sicilia è retta da tre colonne, una delle quali purtroppo logorata. Per il grande amore che nutrivano nei confronti dell’isola, rimasero lì a reggere questa colonna per impedire che la Sicilia sprofondasse.
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