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(Thanks to Gongolo) Questa leggenda siciliana, narra la storia d’amore tra il pastorello Aci e la ninfa del fiume Galatea.
Pare che il giovane dagli occhi cerulei, e la bella ninfa dai lunghi capelli, si fossero incontrati un bel giorno vicino al fiume, e che si fossero innamorati non curanti del pericolo che incombeva su di loro a causa del ciclope Polifemo, anch’egli innamorato di Galatea. Avevano preso ad amarsi clandestinamente, quando una notte udirono dei suoni disumani provenire dall’alto del monte Etna. Era Polifemo, che scoperti i due amanti si accingeva a raggiungerli per vendicarsi. E lì, li scoprì, ancora nudi, sul loro letto d’amore.
Polifemo afferrò Aci, lo scagliò per terra, e lo schiacciò con un grosso masso. Il sangue del pastorello cominciò a sgorgare dal suo corpo fino a trasformarsi in un torrente che dall’Etna scendeva sino al mare. Pare che di tanto in tanto, all’alba, qualcuno veda la triste ninfa nuotare in quelle acque tinte di rosso, e chiamare Aci.
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