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I castelli medievali e normanni dell'Etna E-mail

Indice:

 Introduzione

La Sicilia vanta una storia lunghissima, fatta di secoli di invasioni che hanno lasciato la loro impronta anche attraverso la costruzione di castelli e torri di sorveglianza. Oggi, sono oltre duecento i castelli sopravvissuti all’incuria del tempo, che catturano l’attenzione e stimolano la fantasia di turisti e appassionati di storia.
 
Anche lì, alle pendici del vulcano Etna, si trovano interessanti castelli arroccati nei punti più strategici di quei paesi che hanno costruito la loro storia, con lo sguardo costantemente puntato verso a muntagna.
In particolare, è la provincia di Catania ad ospitare alcuni dei castelli più rinomati e meglio conservati della Sicilia.

castello normanno acicastello

Castello di Aci: Il Castello di Aci è uno dei più suggestivi in assoluto. Maestoso, si erge su un’altura rocciosa mostrando la nera pietra lavica con la quale è stato costruito. Ancor oggi, si può notare la lava che ne lambì le basi nel 1169. Restaurato dai Normanni, esso divenne proprietà di tutti i signori feudali che dominarono nella città di Acicastello.

Non poche volte, nel corso della sua lunga storia, il castello fu attaccato ed espugnato: nel 1325 fu bruciato dal conte di Canosa, e nel 1357 Luigi, re di Napoli, fece sfondare le sue porte dove, al di là delle quali, si era rifugiata la popolazione di Aci. Il castello, aveva anche ospitato le reliquie di Sant’Agata, patrona della città di Catania, nel viaggio di ritorno delle sue spoglie dalla Turchia. Non mancò di essere adibito a carcere durante l’epoca borbonica. Oggi, di proprietà del comune, ospita spesso delle mostre d’arte.

Per quanto concerne la sua struttura,  superato l'ingresso si incontra una scala che conduce in un primo ambiente, e proseguendo a sinistra, è possibile osservare alcuni piccoli locali coperti, che attualmente sono utilizzati come sale espositive per un piccolo museo, che raccoglie reperti archeologici risalenti dall'epoca preistorica fino all'età medievale.

Vi è anche una piccola cappella, denominata "bizantina" per la presenza dei pochi resti di un affresco probabilmente di epoca normanna, dai tratti bizantineggianti. Dalla cappella si accede ad un piccolo cortile adibito a orto botanico. Al piano superiore salendo dalle scale si notano anche i possibili resti di una prima torre. Il torrione nonostante sia in parte crollato, domina sulle restanti parti della fortezza, e conserva solamente una parte delle merlature.   Torna su

norman castel of Adrano

Castello di Adrano: Il castello di Adrano fu edificato nel 1070 dal conte Ruggiero, il quale in seguito lo donò alla nipote Adalasia che però divenne monaca, fondando il convento di S. Lucia. Al tempo aragonese, il castello pervenne a Pietro Luca Pellegrino,  poi alla famiglia Sclafani, per concessione di Federico II. Da Matteo Sclafani, primo conte di Adernò nel 1300, per intreccio di parentele, passò ai Moncada nel 1500 e poi ai Peralta.

Vi succedettero gli Alvarez di Toledo conti di Adernò e nel 1797 tornò alla famiglia Moncada, alla quale il castello appartenne fino al 1920. Nonostante all’interno il castello non abbia mantenuto delle condizioni ottimali, all’esterno si presenta quasi nella sua forma originaria, con le sue mura lunghe 34 metri, dalla base ai merli.

Esso ha una pianta quadrilatera e una larghezza di 20 metri per ogni lato, mentre alla base del bastione ha una larghezza di 33.70 metri per ogni lato. All’interno vi possiamo trovare ancora intatta la cappella, con tracce degli antichi affreschi, e le belle colonnine incastrate nel muro e con i capitelli che servono a sostenere la volta a croce.

Oggi, il Comune di Adrano ha ceduto l'uso del castello alla Sovrintendenza BB. CC. AA. di Siracusa per destinarlo a museo archeologico. Sono stati effettuati i lavori di restauro e il castello ospita sin dall'ottobre 1959 il Museo Archeologico Etneo con la Pinacoteca, la Galleria d'Arte Contemporanea, il Museo dell'Artigianato e delle Tradizioni Popolari e l'Archivio Storico.  Torna su

castello maniace
(Thanks to Zerena) 

Castello di Maniace: Alle origini, il castello era una sorta di casale fondato dal famoso generale bizantino Giorgio Maniace dal quale prese nome tutta la borgata nel 1038. La  dimora odierna fu edificata su quello che rimase dell’antica Abbazia Benedettina di  Maniace, voluta dalla regina Margherita.

L'ammiraglio inglese Lord Horatio Nelson ricevette nel 1799 la terra e il ducato di Bronte, da Ferdinando I, re delle due Sicilie, come segno di gratitudine per averlo aiutato. Alla morte di Nelson avvenuta nella durante la battaglia di Trafalgar, feudo e titolo pervennero al fratello Guglielmo e poi agli eredi di questi.

Durante la rivoluzione italiana di quel all'annuncio della vittoria franco-italiana nel nord, a Bronte si attendeva dalla rivoluzione che la ducea donata al Nelson dal Borbone, con la caduta di questi, venisse restituita alla comunità, ma il castello fortunatamente fu salvato dal saccheggio dal generale Bixio che era stato incaricato di soffocare le rivolte in Sicilia.

Il castello è famoso per il suo grandissimo parco che si estende all’esterno e all’interno per circa quattro ettari ed ospita piante nostrane ed esotiche. Il giardino è ben curato e conserva all'interno numerosi cimeli dell’ammiraglio. Molto antiche sono due piccole torri e molto interessante risulta essere la piccola chiesa con il portale arabo-normanno ancora intatto. Torna su

ursino castle catania

Castello Ursino a Catania: Il castello Ursino fu costruito per Federico II di Svevia tra il 1230 e il 1250. Sulle origini del nome, Ursino appunto,  vi sono diverse ipotesi. Una di queste lo attribuisce alla famiglia Orsini, la quale sarebbe stata accolta nel castello quando venne espulsa da Roma per le sue idee ghibelline.

Il castello ha visto lo svolgersi di diversi avvenimenti storici, dalla rivoluzione dei Vespri, durante la quale vi si asserragliarono gli angioini di Catania assediati dal popolo, alla pace tra la regina Giovanna di Napoli ed il reggente Giovanni duca di Atene firmata nel 1347; dall’epidemia del 1355 che causò gravi lutti al castello, a quando i viceré vi si stabilirono perché Catania divenne provincia degli stati d’Aragona.

Fu l’eruzione dell’Etna del 1669, a cambiare la topografia del castello. Prima questo si trovava ubicato su un promontorio roccioso che dominava la spiaggia, dopo si trovò completamente circondato dalla lava che ne allontanò il mare. I terremoti del 1613 e del 1818 danneggiarono la sua struttura, tanto che nel 1831 Ferdinando di Borbone lo fece cancellare dalla lista dei castelli più importanti di Sicilia.

Soltanto nel 1931 iniziarono i lavori di restauro che lo portarono quasi allo splendore originario. Oggi, il castello ospita il Museo Civico. Vi si conservano 8043 pezzi tra reperti archeologici, epigrafi, monete, sculture, pitture, sarcofaghi fittili greci, romani, mosaici. Per quanto concerne la struttura esterna, il castello, costruito in pietra lavica,  si presenta con i quattro lati di 50 metri circa, e ogni angolo è dotato di una torre circolare di un’altezza di 10 metri. Le mura sono spesse 2,50 metri.    Torna su


Tags:  castle cultural lava rock baroque  -  
 
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